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Salerno: a 12 anni è già un trapper, si chiama El chapo Junior

Salerno: a 12 anni è già un trapper, si chiama Dario Salvati in arte “El chapo Junior”

Con il suo primo singolo “Giovani del blocco” che vanta più di nove mila visualizzazioni El Chapo Junior è il nuovo trapper salernitano. Il suo nome è Dario Salvato, ed ha 12 anni. Il suo sogno è quello di portare il quartiere Mercatello e la città di Salerno in alto.

Di seguito l’intervista pubblicata dalla “Città di Salerno”:

Dario, come è iniziata questa passione per la musica trap?

Ascoltavo già altri cantanti di questo genere e ho iniziato con qualche freestyle a scuola per seguire altri amici.

Papà Nanni che ne pensa?

Gli ho regalato il microfono e tutto quello che serve per fare musica. Ma i patti sono chiari con lui.

Cioè?

La scuola resta la priorità. Se non porta buoni voti la musica se la scorda. Su questo io e sua madre non facciamo sconti. Già è accaduto in passato.

Dario, incuriosisce molto il tuo nome d’arte. El Chapo riporta al Messico e agli anni d’oro del narcotraffico nell’America del Sud.

Ma io non mi sono ispirato a quella persona…

E a chi?

Molti dicevano che non avrei avuto futuro nella trap e invece io ho sempre scommesso sulle mie potenzialità. Così ho scelto “El chapo junior” per identificarmi nel capo della piazza, nel capo della trap.

Una scelta che il papà ha condiviso, non è vero Nanni?

Ovviamente sì.

Dario, ottomila visualizzazioni di Youtube sono sicuramente molti di più tutti i tuoi compagni di scuola. Chi ha ascoltato il “Giovane del Blocco” cosa ha detto?

Piace perché ha ritmo. È piaciuta a molti miei coetanei.

E così la famiglia Salvati di Pellezzano ma originaria del quartiere Mercatello di Salerno si è trovata un fenomeno in casa. Come lo gestisce signor Nanni?

Resta sempre un ragazzo di 12 anni e lo seguiamo costantemente. Certe cose non le permettiamo.

Cosa?

Ora in molti si vogliono fare una foto con lui da pubblicare su Instagram e va bene. Tanti vogliono conoscerlo per questa somiglianza con Capo Plaza e va bene. Ma la sua famiglia non lo lascia andare solo allo sbaraglio. E poi anche sui testi c’è condivisione.

In che senso?

Non deve parlare di droga. Mio figlio sa benissimo come la penso in proposito.

Però parla di altro.

Sicuramente il genere trap porta a fare certi discorsi. Ma è solo una questione di musicalità, beat e rime. Dario è un 12enne come tanti altri.

Lei lavora in un supermercato. Cosa le dicono i colleghi di lavoro?

Per me è una soddisfazione. Anche suo fratello, Diego, a soli 8 anni inizia a seguire le sue orme con il microfono cantando i suoi testi.