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Il retroscena della sparatoria AV-SA:”Signora tra poco assisterete ad una scena da film”

Il retroscena della sparatoria sul raccordo autostradale Avellino-Salerno:”Signora tra poco assisterete ad una scena da film”

Il 4 dicembre c’è stato un assolto al portavalori, una sparatoria, scene da far west sul raccordo autostradale Avellino-Salerno. Una signora che rimane in anonimato ci ha raccontato un retroscena clamoroso.

Il retroscena

Sparatoria Avellino Salerno
Le immagini della sparatoria sul raccordo autostradale Avellino Salerno

Questa signora (la chiamiamo Claudia), vedendo le lunghe code in autostrada ha chiesto a uno dei venti rapinatori (non sapendolo). I banditi erano muniti della pettorina ANAS:”Scusate, state facendo i lavori sull’autostrada?”. Il rapinatore le risponde:”No, signora. Tra poco assisterete ad un scena da film”.  Dopo 5-10 secondi ecco arrivare la scena da Far West. I 20 banditi cominciano a sparare sull’autostrada. Autovetture bruciate. Tanta paura per la sparatoria sul raccordo Avellino – Salerno. Il rapinatore -quanto raccontato dalla signora- parlava in maniera correttissima la lingua italiana. E durante il dialogo con Claudia non era minuto di un passamontagna. Purtroppo il bandito quando ha risposto a Claudio era un po’ girato di spalle, il viso non si vedeva. La pettorina, era uguale a quella dell’Anas, color verde.

La sparatoria

Assalto a un furgone portavalori sul raccordo autostradale Avellino-Salerno. È accaduto nei pressi di Serino. Sono stati incendiati alcuni veicoli e sono state posizionate bande chiodate. C’è stata anche una sparatoria. Sul posto carabinieri, polizia e vigili del fuoco. Prima di darsi alla fuga, i banditi hanno dato fuoco agli automezzi che essi stessi avevano utilizzato per giungere sul posto e hanno esploso numerosi colpi di arma da fuoco. Come scritto dal Mattino, i banditi sono quindi fuggiti a bordo di un’auto rubata ad una donna rimasta bloccata con altre centinaia di vetture sulla carreggiata.

Potrebbe essere di alcuni milioni di euro il bottino della rapina a tre furgoni portavalori (e non uno come si era appreso in precedenza) della Cosmopol avvenuto intorno alle 10:15 di stamattina. Sul raccordo autostradale Avellino- Salerno. Uno dei furgoni è stato incendiato mentre un altro è riuscito a superare la barriera di auto poste di traverso sulla carreggiata dai rapinatori. Armati di kalashnikov, i banditi hanno intercettato i furgoni, che procedevano in direzione del capoluogo irpino. Ad un centinaio di metri dallo svincolo di Serino (Avellino). Ci sarebbe stato anche un conflitto a fuoco con una pattuglia della Polstrada in servizio sul raccordo. Nessuno degli agenti intervenuti sarebbe rimasto ferito.

Gli ultimi aggiornamenti

Continuano a tamburo battente le indagini sull’assalto al portavalori che martedi scorso ha visto scene da film sul raccordo Salerno Avellino. I malviventi sarebbero fuggiti attraversando alcune località  di Serino. A questa ipotesi lavorano gli investigatori. Alcuni componenti del commando avrebbero scelto questa via per dileguarsi dal raccordo autostradale Avellino-Salerno dopo «l’azione di guerra» (parole del procuratore capo di Avellino Rosario Cantelmo). L’azione fu messa in atto martedì scorso. I carabinieri stanno acquisendo i filmati della videosorveglianza. Anche di abitazioni e attività imprenditoriali di questa zona.

Come riporta il Mattino, una parte della banda, quella che ha agito nella zona tra San Michele di Serino e Serino per fermare i veicoli in transito, avrebbe poi utilizzato lo svincolo del comune ai piedi del Terminio per far perdere le proprie tracce. Un percorso evidentemente studiato a tavolino. Si guarda a gang di fuori provincia. Ad agire gruppi specializzati in raid del genere. Con malviventi che non si sono preoccupati di sparare ad altezza d’uomo e che hanno cronometrato ogni loro movimento. Tutto sincronizzato e tutto programmato con precisione. Ma non hanno tenuto conto dell’imprevisto della Polizia stradale dalla parte di Atripalda. Era mpegnata in controlli di routine, e del carabiniere che stava accompagnando un detenuto in Tribunale insieme ad altri colleghi.

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